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Le scuole sarde promuovono progetti interculturali

La costituzione e il rafforzamento della propria identità avviene soprattutto tramite un processo che è insieme di identificazione e di differenziazione che necessita costantemente dell’altro. Non esiste identità senza alterità e il rapporto con le altre culture deve essere vissuto e pensato come paritario.
La costituzione e il rafforzamento della propria identità avviene soprattutto tramite un processo che è insieme di identificazione e di differenziazione che necessita costantemente dell’altro. Non esiste identità senza alterità e il rapporto con le altre culture deve essere vissuto e pensato come paritario. Questi gli obiettivi perseguiti dal progetto scolastico “Laboratori interculturali per rispettare l’ambiente” promosso dall’associazione Malik operante sul territorio isolano. Un progetto che da anni è presente nelle scuole sarde, dalle elementari, alle medie e superiori che hanno avuto così l’opportunità di vivere un’esperienza interculturale, ma anche rispettosa dell’ambiente che ci circonda.

Conoscere le emergenze ambientali, le problematiche connesse alla produzione e smaltimento dei rifiuti, e comprendere come nei paesi del sud del mondo (l’associazione Malik si appoggia anche ad operatori culturali provenienti dal Kenya), non esiste lo spreco. Valorizzare l’ambiente e il territorio per migliorare il rapporto uomo-ambiente nel senso della sostenibilità ecologica, conoscere la realtà produttiva dei paesi a confronto. Tutte tematiche che hanno affascinato e coinvolto gli studenti dell’Istituto tecnico Commerciale “Salvatore Satta” di Nuoro, così come gli alunni dell’Istituto Professionale “Sandro Pertini” di Cagliari. Un progetto educativo che vuole contribuire ad affermare una cultura nella quale abbiano diritto di cittadinanza tutte le “diversità” con cui ci si confronta, e che trasmetta ai ragazzi, come patrimonio comune, i valori universalmente riconosciuti quali il rispetto dell’altro, il dialogo, l’uguaglianza.

Le esperienze di laboratorio sono quelle che meglio si sono prestate alla realizzazione di questo progetto. Il percorso educativo prevede il raggiungimento di tre precisi macro-obiettivi:

- l’educazione interculturale
- l’educazione ambientale
- la promozione di un percorso di socializzazione dove gli studenti costruiscano, insieme all’operatore culturale, un percorso di creatività e di scambio di competenze.

Nei paesi del sud del mondo lo spreco è ridotto al minimo e il riciclo diventa una pratica comune per prolungare la vita dei materiali. In Africa, per esempio filo di ferro, plastica, gomma, lattine usate e abbandonate ai margini delle strade diventano come per magia splendidi oggetti artigianali e artistici. Il gioco, componente essenziale di ogni società, ricca o povera che sia, rispecchia anche le abitudini e le condizioni di vita di un paese o di un territorio. Quello che ad un’analisi superficiale appare solo il segno di uno squilibrio economico e sociale, può essere fonte di riflessione sulla società del consumo e dello spreco, e sulla creatività e fantasia che non conoscono confini e barriere.

Per ulteriori informazioni è possibile contattare:

Augustine Namatsi Okubo, presidente dell’Associazione Malik
all’indirizzo mail: Indirizzo emailaugustineokubo@hotmail.com

Approfondimenti
Fonti correlate
Il sito dell'ITC Satta di Nuoro
Il sito dell'Istituto Pertini di Cagliari